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Il problema della merda II

    Date: Thu, 30 Sep 1999 23:16:20 +0200
    From: "marco vajani" <mvajan@xxx.xxx
    Subject: il problema della merda

Mi chiedo se sia un caso che le discussioni dell'ultima ora olezzino di merda. In effetti non bisogna sottovalutare la merda. Praticamente ogni bambino, in un momento dato della vita, tocca, assaggia e gusta con gran piacere il frutto del suo sfintere. Degli amori di tale periodo, detto anale, nessuno mai si libera completamente, perciò in psicoanalisi è uso associare la nostra merda ai sogni dove appaiono oro, denaro e gioielli.

Nel gioco del Go si ricorda, per passare ad altra cultura, un aneddoto. Il giocatore giapponese XY, oltre che lento, aveva la cattiva abitudine di innamorarsi dei suoi gruppi deboli (forma di merda - secondo il dotto Maitre Lim) e quindi di passare la maggior parte della partita a riflettere sul loro infausto destino. Un giorno il suo avversario, stufo di aspettare, gli chiese.
"Cosa fai? Ti piace tanto guardare la tua merda?". Pare che XY abbia smesso di giocare.

Senza passione si vedono le meraviglie.

Questo meraviglioso detto taoista ci invita a liberarci dell'ira, dell'invidia, della gelosia, dell'avarizia, dell'odio, e dell'amore smodato per la nostra merda. Infatti lo si potrebbe facilmente traslare: "Insieme alla nostra merda si vedono soltanto cagate".

Una delle più gravi conseguenze della merda è la sua capacità di moltiplicarsi. Non a caso il filoso tedesco ci avverte: "La merda cresce, maledetto il facitore di merda".

"Merde!" rispose Cambronne a chi gli intimava di arrendersi, nonostante sapesse che la battaglia era perduta. Una risposta rimasta famosa per il coraggio di chi la pronunciava e perché indica il luogo esatto dove iniziano e finiscono le condotte avventate (di solito riconoscibili per l'iterato manifestarsi degli effetti dell' aerofagia).
"Mer-dra!" è un interessante variazione dell'esclamazione di Cambronne realizzata da A. Jarry.
Forse, oso supporre, Jarry percepì la squisità, suntuosa gratuità della risposta cambronniana e il suo profumo anale, puerile, fanciullesco e volle elevare ancora l'esclamazione a gloria imperitura ponenodola sulla lingua del suo Ubu-Roi.

La saggezza popolare si nutre della merda quanto la cultura alta. Chi può dimenticare la storiellina dell'uccelletto caduto dal nido e intirizzito che il cacciatore pone in una fumante merda di vacca per riscaldarlo? Confortato dal tepore il giovane pennuto canta di gioia, attirando il lupo che se lo mangia. Non sempre chi ti infila nella merda ti vuole male, non sempre chi ti leva dalla merda ti vuole bene.

Del resto, anche il compianto De Andrè ricorda che i fiori trovano fertile umus nel letame piuttosto che nell'algida struttura del diamante.

Esistono almeno due contrapposti ordini di valori simbolici che ci attendono al varco di ogni scatologica, ma non per questo meno escatologica, conversazione che abbia come oggetto la merda. Per questo non dobbiamo esitare ad abbracciare chiunque ci mandi a cagare. Soprattutto dopo aver nettato il culo con le dita.

Spero che questo mio piccolo contributo possa servire ad unire tante cacatine in un unico enorme stronzo fumante, nero e puzzolente.

Mi rifiuto di aderire ad iniziative colitico-velleitarie e logorroico-diarroiche.

Non a caso le parole guida della più importante rivoluzione borghese, di cui mi sento indegno figlio, sono state.
égalité-fraternité-bidé

M'arco->
    Date: Fri, 01 Oct 1999 15:19:49 +0200
    From: Alberto Rezza <a.rezza@xxxxxx.xxx
    Subject: Re: il problema della merda

>Questo meraviglioso detto taoista ci invita a liberarci dell'ira,
>dell'invidia, della gelosia, dell'avarizia, dell'odio, e dell'amore smodato
>per la nostra merda. Infatti lo si potrebbe facilmente traslare: "Insieme
>alla nostra merda si vedono soltanto cagate".
>
>Una delle pił gravi conseguenze della merda è la sua capacità di
>moltiplicarsi. Non a caso il filoso tedesco ci avverte: "La merda cresce,
>maledetto il facitore di merda".

Caspita, addirittura le maledizioni! Il Marco sembra non avere gradito.

Con i miei scritti, l'ho emmerdé.

L'aveva previsto Rabelais:
"Chi con carta il cul deterge,
Sui coglion la merda asperge."

Alberto

P.S.
Su di un piano piu' goistico, circa l'equivalenza tra gruppi deboli e brutta forma, c'e' da dire che l'aneddoto contiene qualche imprecisione. E' vero che c'era un giocatore giapponese XY che amava assai creare gruppi deboli, e trascorreva quasi tutta la partita a riflettere su di essi ed a difenderli dagli attacchi. Non era pero' affatto lento. E' anche vero che poi smise di giocare. Quando smise, aveva vinto circa 70 titoli. Si chiamava Sakata.

    Date: Fri, 1 Oct 1999 20:16:31 +0200
    From: Alexandre Albore <Mara.Sangiovanni@xx.xxxx.xx>
    Subject: Re: il problema della merda

On Thu, 30 Sep 1999, marco vajani wrote:

> From: "marco vajani" <mvajan@xxx.xx>
>
>
> Mi chiedo se sia un caso che le discussioni dell'ultima ora olezzino di
> merda. In effetti non bisogna sottovalutare la merda.

A tutti gli appassionati non posso fare altro che consigliare caldamente il bel libro di fotografie "Cacas", fuori serie o comunque edito dalla rivista "Colors".

Salutoni
             Alexandre


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Pagine a cura di Alex o'Francese
Ultimo aggiornamento il 29 febbraio 2000.